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Trauma, abusi e violenze

Quando qualcosa che è passato continua ad accadere dentro

Ti riconosci?

  • Immagini o ricordi che tornano quando non li chiami
  • Reazioni sproporzionate a rumori, odori, situazioni che ad altri non dicono nulla
  • Eviti tutto ciò che assomiglia a quel giorno, anche a distanza di anni
  • Ti senti in colpa per qualcosa che hai subito

Un'esperienza traumatica non viene archiviata come gli altri ricordi: resta come congelata, con le stesse sensazioni, gli stessi suoni, la stessa paura del momento in cui è accaduta. Per questo può riattivarsi anni dopo, intatta, davanti a un dettaglio qualsiasi.

Non conta solo la gravità oggettiva del fatto: contano l'età in cui è successo, la solitudine in cui è stato attraversato, l'essere stati creduti oppure no. Anche esperienze ripetute e apparentemente minori lasciano un segno profondo.

Chi ha subito violenza spesso porta anche una colpa che non gli appartiene. Riconoscere che quella colpa è stata scaricata su di lui, e non generata da lui, è già parte del lavoro.

Come lavoro

Il primo obiettivo non è raccontare tutto: è ritrovare un minimo di sicurezza. Si costruiscono prima le risorse, poi si tocca il ricordo, mai il contrario, e sempre con i tempi di chi ho davanti.

Sono terapeuta EMDR, il metodo riconosciuto a livello internazionale per l'elaborazione dei ricordi traumatici: consente di rielaborare l'esperienza senza doverla rivivere ogni volta nel dettaglio. Lo affianco al lavoro psicoterapeutico e, quando utile, a tecniche di regolazione corporea.

Come si svolge il percorso

  • 1Un primo colloquio in cui decidi tu quanto raccontare: nessuno ti chiederà dettagli che non sei pronto a dare.
  • 2Una fase di stabilizzazione: strumenti per gestire i momenti in cui il ricordo si riaccende.
  • 3L'elaborazione vera e propria, con l'EMDR o con altri strumenti, quando le condizioni ci sono.
  • 4La ricostruzione di ciò che il trauma ha interrotto: fiducia, relazioni, progetti.

Domande frequenti

Devo raccontare tutto quello che è successo?

No. Il lavoro procede al tuo ritmo e l'EMDR, in particolare, non richiede una narrazione dettagliata dell'accaduto. Nessuna seduta dovrebbe lasciarti peggio di come sei arrivato.

È passato tanto tempo, ha ancora senso?

Sì. I ricordi traumatici non hanno scadenza: si può lavorare su esperienze di trent'anni fa con gli stessi risultati, a volte migliori, perché nel frattempo sono cresciute anche le risorse della persona.